UN PO' DI STORIA

Lentini è un comune di 215,84 km², situato a 52 km a Nord-Ovest del capoluogo di provincia, Siracusa, a 53 m sul livello del mare, sulle prime propaggini collinari al margine meridionale della piana di Catania.
È l'antica Leontinoi, una delle prime colonie greche in Sicilia, ed ha notevoli resti archeologici. Poco lontano dall'abitato, a Nord-Ovest, si estende la conca dell'antico lago di Lentini (Biviere), un tempo interamente prosciugato e oggi ricostruito nel vecchio sito. Il mare (golfo di Agnone Bagni) dista 12 km dal centro abitato.
L'ambiente del territorio di Lentini è caratterizzato principalmente dai numerosi agrumeti che la circondano.
MEMORIA STORICA DELL’ISTITUTO
La costruzione della nostra scuola risale al periodo fascista. Dai documenti, custoditi presso l’archivio storico di Lentini, si evince che il progetto fu approvato con atto consiliare il 25/11/1918.
Detto progetto, che reca la firma dell’ingegnere Gaetano Bonfiglio, nacque dall’esigenza di costruire un fabbricato corrispondente ai bisogni di istruzione elementare da parte della popolazione che numericamente si rivelava in continua crescita, da ergersi in Piazza Mercato Grande.
Ma solo nel 2 Luglio del 1926 fu definitivamente finanziato tale progetto con un mutuo di 1.500.000 di lire da contrarre presso la Cassa Deposito e Prestiti. I lavori, però, iniziarono il 27 Settembre 1932 e furono ultimati il 10 Ottobre 1934.
La scuola viene denominata “ Vittorio Veneto “ a ricordo della vittoriosa battaglia condotta dagli Italiani contro gli Austriaci nel 1918.
L’edificio, in un primo momento, composto da un solo piano ( il secondo è stato costruito successivamente ) recava nella facciata, una distinzione, tutt’ora visibile, REPARTO FEMMINILE e REPARTO MASCHILE, distinzione che testimonia il modo di pensare di quel periodo.
Oggi la scuola reca il nome di “ Vittorio Veneto –Marconi “.
L’aggiunta del nome Marconi scaturisce dal nome della Villa antistante ad essa.
Nel luogo attualmente occupato da questa villa, una volta, c’era un abbeveratoio, con al centro una piramide che aveva scopo ornamentale, il quale veniva usato per dissetare gli animali.
Durante il periodo fascista si ritenne opportuno provvedere alla sistemazione della piazza per dare comodi accessi ai locali della scuola e per dare un’adeguata cornice ad essa. I lavori furono realizzati dal 9 Settembre al 22 Marzo del 1939.
La piazza fu trasformata in un giardino pubblico con piante secolari quali pini e kopac, l’abbeveratoio divenne una vasca ornamentale e la piramide venne sostituita con una enorme “palla” donata da un famoso scalpellino lentinese, da qui il nome di “Villa a badda”.